La Borsa nel pallone regala a Manchester un derby al contrario

Strana Manchester. Vive il suo derby perenne e adesso lo vive al contrario: lo United ha paura, il City ride, si riempie le casse e va a fare la spesa. Crisi internazionale e pallone qui s’incontrano e s’incrociano. Perché Aig è arrivata a Manchester due anni fa e per andare sulle magliette dello United ha speso 72 milioni di euro.
19 SET 08
Ultimo aggiornamento: 18:32 | 16 AGO 20
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Il presidente era Thaksin Shinawatra, l’ex premier thailandese sotto processo per corruzione. Dall’altra parte, allo United era arrivato Malcolm Glazer, proprietario dei Tampa Bay Bucaneers, uno che nel mondo dello sport aveva dimostrato di saperci stare. Ecco la differenza. Non solo, però. Perché United-City è derby da un secolo e mezzo ed è sempre stato così: i diavoli rossi a comandare e gli azzurrini a inseguire. Un po’ come Juventus e Torino, ma molto di più, perché il Toro è stato Grande, mentre il City non è mai uscito dall’ombra dei cuginetti. La crisi cambia la prospettiva e per qualcuno promette anche di cambiare la storia. Possibile?
Allo United c’è clima da preoccupazione generale, anche se dicono tutti la stessa cosa: “Le difficoltà di Aig non ci toccano”. I conti fatti dal Manchester erano questi: se Aig mette altri 70 milioni di euro per accompagnarci fino al 2012, abbiamo un po’ di cassa. Il crollo ha cambiato facce e umori, che il salvataggio della Fed non ha migliorato. Glazer ha già fatto sapere che l’Aig non prolungherà, anzi è probabile che chieda di rescindere il contratto prima della scadenza. Un’onta, o quasi, per un club che qualche anno fa aveva dichiarato di aver dovuto rifiutare decine di offerte di sponsorizzazione. I nuovi proprietari non hanno guai: i soldi sono quelli dell’Abu Dhabi United Group for Development and Investment.
C’è nervosismo. C’è anche qualcosa che evidentemente non c’era e adesso comincia a insinuarsi: il dubbio che i secondi possano competere con i primi, che chi è sempre stato costretto a guardare dal basso, scali classifica e storia per provare a mettersi in pari. Il mito non si cancella in una stagione, ovvio. L’inferiorità di una vita non si compensa in un soffio. Però l’aria è diversa. I soldi anche. Di più: la classifica racconta che il City è davanti e lo United arretra. Due punti non sono niente per il calcio, ma molto per la psicologia. Il crollo di Aig e il suo salvataggio aumentano il disagio dei ricchi e caricano gli ex poveri. Il derby infinito lo fanno i bilanci, prima che il campo. Quello arriva il 30 novembre. Sarà calcio, ma non solo quello.